DA GRASSO OSTINATO A MAGRO PER SEMPRE

Molte persone sono “fortunate” mangiano molto e mantengono un aspetto abbastanza magro e asciutto, altre invece pur mangiando poco tendono ad ingrassare. Questo fondamentalmente è riconducibile a diversi aspetti:

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  • Genetico: caratteristiche morfotipiche e intrinseche dell’individuo
  • Ambientale: le condizioni climatiche (e non solo) del paese in cui si vive possono avere un impatto sulla composizione corporea agendo sia sulle “abitudini” che su fattori interni
  • Metabolico: Le abitudini alimentari e lo stile di vita incidono molto sul profilo metabolico dell’individuo causando problemi piu o meno risolvibili
  • Numero di adipociti e tipologia: Il numero di adipociti si determina in giovane età ed in parte è determinato dalla genetica. Situazioni di iperalimentazione cronica combinate e cattiva educazione sportiva portano alla loro proliferazione tramite iperplasia adipocitaria. La morte adipocitaria è un fenomeno rarissimo ed avviene dopo c.a 7 anni di inattività (l’adipocita vuoto non viene piu “riempito” nemmeno parzialmente) quindi saremo probabilmente destinati a portarceli appresso per il resto della nostra vita.

Esistono poi ulteriori aspetti da tenere in considerazione quando si parla di adipociti e per farlo bisogna recarci all’interno dell’adipocita stesso…


Ad ognuno il suo ruolo!

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  • Adipocita bianco: si tratta di una cellula adipocitaria destinata al deposito energetico. Contiene una grossa goccia lipidica al centro e pochi mitocontri. Nucleo ed organuli sono “schiacciati” verso la membrana cellulare, in periferia (situazione che spiega i fenomeni iperplasici). Al microscopio elettronico proprio per la presenza di questa grossa goccia son definiti bianchi. Nel neonato son meno presenti e sono invece maggiormente presenti adipociti bruni (di cui parleremo in seguito) destinati alla termogenesi per preservare l’omeostasi termica (ricordo che nel neonato non è presente il riflesso del brivido, quindi l’abbondanza di questo tipo di adipocita è evolutivamente essenziale).

  • Adipocita Bruno: Molto presente nel neonato e poco nell’adulto dove gan parte degli adipociti bruni si convertono in adipociti bianchi. L’adipocita bruno è ricc di mitocontri, nucleo ed organuli sono al loro posto e son presenti tante piccole gocce lipidiche. La sua funzione è prettamente termica… produce calore “sprecando” energia… e lo fa a partire dai grassi.

  • Adipocita bage: Si tratta di una forma intermedia. Di fatto ha le stesse funzioni dell’adipocita bruno ma è leggermente meno efficiente. Ha meno mitocondri e le gocce lipidiche sono leggermente piu grandi. Si forma a partire dal fenomeno chiamato: “browning adipocitario”.

Di che grasso sei?

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Avete presente la carne grass fed? La carne che va tanto di moda di animali allevati al pascolo. E le uova da allevamento a terra? Perchè si dice facciano “tanto bene”? Il concetto è semplice… il profilo lipidico dell’animale sarà frutto di quello che ha mangiato nella sua vita. Quanti grassi “saturi” quanti “insaturi” e di questi quanti “pro-infiammatori” e quanti “anti-infiammatori”. Rispondendo l’uomo alle stesse leggi biologiche, è possibile modificare per mezzo dell’alimentazione la composizione dei grassi di deposito, ivi compresi quelli contenuti nel tessuto adiposo umano. I depositi di acido grasso saturo, per la mancata presenza di doppi legami presentono una struttura dura e rigida e formano quello strato di grasso “profondo, ostinato e duro da mandar via”. I depositi di acidi grassi insaturi invece, grazie alla presenza di doppi legami che rende la loro struttura piu “morbida e fluida” sono facili da mobilizzare. Il nostro profilo non è un istantanea del nostro stato alimentare attuale ma piu uno “storico” somma delle abitudini degli anni passati. Cambiamenti importanti dal punto di vista alimentare possono però col tempo, abbinati a strategie di dimagrimento e mobilizzazione lipidica, cambiare la situazione trasformandoci da “grassi ostinati a magri per sempre”. Ovviamente non è così semplice è un insieme di co-fattori che deve intervenire, ma siamo qui apposta per parlarne insieme, nessuna paura quindi.


Cambia cioè che sei cambiando ciò che fai

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FASE SHOCK

Il primo passo è il ripristino della capacità organica di utilizzare i grassi… e questo si può fare in diverso modo, il piu semplice è tramite la massiccia deplezione del deposito epatico e la privazione glucidica per finestre temporali sufficientemente lunghe.


FASE DI ADATTAMENTO-CONSOLIDAMENTO

Una ristabilita la capacità del corpo di utilizzare efficientemente i grassi, bisogna consolidare questa capacità, abituandosi a questa condizione in modo tale da non percepirla come uno stress. un forte stress infatti libera cortisolo che induce gluconeogenesi quindi di fatto sabotiamo il nostro tentativo di abbassare gli zuccheri nel sangue (se non li mangio ma li fabbrico è lo stesso xD). La fase di stabilizzazione comprende la ricerca di una quota glucidica prossimale alla quota minima utile per avere lucidità mentale senza andare in chetosi infatti… la chetosi andrebbe a “risparmiare” glucosio, inoltre si metterebbero in moto meccanismi di adattamento in grado di abbassare il tasso metabolico. Infine la reazione “d’allarme” allo stato chetosico farebbe impennare il cortisolo. Questa quota, in linea del tutto generale solitamente si aggira trai 100 e i 200g. I grassi alimentari dovrebbero stare alti ma anche le proteine. Proprio perchè non siamo in chetosi (con gli adattamenti che ne consegue) il degradamento proteico risulta comunque alto.

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FASE DI MOBILIZZAZIONE

A questo punto… quando tenere una low-carb non risulta piu difficile da sostenere, si inizia l’integrazione (a crescere) di caffeina, con sospensione di una settimana ogni 4 settimane e protocollo a diamante. Siamo sempre in normo calorica. I lipidi verranno mobilizzati dall’adipocita ma senza essere metabolizzati. Usciranno e rientreranno negli adipociti “girando a vuoto”. Questo creerà i presupposti per il dimagrimento rapido successivo. Il grasso così ridistribuito risulterà piu mobile (accumulo recente, grasso “fresco”) e distribuito nel corpo in modo piu omogeneo… senza accumuli predominanti (o comunque ridotti rispetto alla situazione di partenza). Infine l’attivazione del grasso bruno da parte delle catecolamine (indotte dall’uso di caffeina) inizieranno a “sprecare” energia… iniziando di fatto a smaltire del grasso… partendo da quello piu pericoloso, il grasso viscerale (maggiormente collegato a patologie di carattere metabolico). I grassi alimentari dovranno essere quasi completamente di origine insatura.

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FASE DI SMALTIMENTO

Adesso si inizia a tagliare… mantenendo le proteine costanti (o alzandole leggermente) ed agendo (se possibile) in minima parte sui carboidrati alimentari ed in grossa parte sui grassi… il deficit calorico consigliato varia dal 15 al 20%, da tenere 2-3 settimane per poi risalire di un 5% a partire dalla terza settimana fino a normocalorica e ripetere se necessario. Grassi in prevalenza insaturi, ma senza eliminare totalmente i grassi saturi come quelli provenienti da della buona carne rossa mangiata saltuariamente. In ipocalorica infatti, un taglio importante della quota lipidica soprattutto se questa è fatta a fronte di grassi saturi porta ad un calo degli ormoni androgeni sessuali, condizione da evitare visto l’impatto psicologico dovuto ad un calo di tali ormoni (prima ancora che fisico). Stabilizzata la nuova condizione possiamo alzare piano piano i carboidrati fino al nostro set-point metabolico, entro il quale riusciamo a mantenere la condizione acquisita. Idealmente possiamo trovarlo trai 2,5 e i 4,5 g/Kg di glucidi.

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Il Brownong degli adipociti

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E’ il fenomeno di trasformazione degli adipociti da bianchi a bruni (in realtà badge) che avviene a seguito dell’instaurarsi di alcuni condizioni ed è evolutivamente una forma di difesa del nostro organismo. Avviene per esposizione al freddo (interna o esterna) o a seguito della liberazione di Irsina. L’irsina viene liberata a seguito del tremito (condizione di contrazione ripetuta della muscolatura a seguito del freddo che il corpo mette in atto per “cercare” di mantenere l’omeostsi termica). Studi recenti (2010-2015) hanno visto come l’esercizio fisico sia cardiovascolare (soprattutto ad alta intensità) che contro resistenza sia in grado di alzare i livelli di irsina. Altri studi hanno evidenziato come l’innalzarsi dei livelli di irsina sia legato al browning adipocitario e come questo sia dose-dipendente. Attualmente questo ormone è studiato per la lotta all’obesità.
Avere piu adipociti bruni e meno adipociti bianchi significa avere meno siti di stoccaggio e piu siti di spreco. Questo può davvero condurre… insieme al cambiamento della struttura lipidica dei nostri depositi adiposi ad innalzare il tasso metabolico, svuotare in modo “piu efficiente e permanente” gli adipociti e rendere il poco grasso d’accumulo piu mobile e semplice da togliere. Se poi si riesce a mantenere la stessa quantita di grasso per un periodo sufficientemente lungo di tempo (c.a un decennio) i fenomeni apoptotici faranno il resto e passeremo da “grassi ostinati a magri per sempre” vincendo di fatto la nostra dura battaglia contro la genetica.

Pubblicato da Mattia Lorenzini

Personal Trainer ed esperto di nutrizione e sportiva. Team Manager CorporeSano Food&Training System

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